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 Donne segnate

testo critico a cura di Giuseppe Salerno

Rossella BaldecchiNell’introdurre questa mostra al Museo della Carta e della Filigrana, sono due gli ordini di considerazioni che voglio fare.

Il primo, di carattere generale, riguarda l’artista ed il mondo che in modo inequivocabile ne connota il percorso.

Il secondo affronta nello specifico il carattere di questa esposizione.

Quando alcuni anni fa assistetti per la prima volta ad una esposizione di pitture ad olio di Rossella Baldecchi, nell’apprezzarne l’indiscutibile capacità tecnica corsi il rischio, per una visione superficiale, di passare oltre ascrivendo l’apparente leggerezza dei suoi lavori alla categoria oggi poco significante del “bello”. Una categoria che nulla ci dice dell’opera nel mentre che la allontana dal rapporto con la contemporaneità. Furono però quelle piccole presenze di insetti ed elementi vegetali reiterate in ogni tela, inizialmente lette come puro decoro, a reclamare un supplemento di attenzione che me ne rivelò presto il ben più prezioso valore simbolico.

Fu poi la scoperta dei testi di accompagnamento alle singole opere a far montare l’interesse per un’artista che, attraverso l’uso tanto della parola che del colore, iniziava ad avvolgermi e coinvolgermi.

Ogni donna è una storia che si ripete. Violenze perpetrate nei confronti di creature la cui bellezza, ancorché ferita, risulta essere sempre trionfante. Una galleria di ritratti di donne accomunate da un medesimo crudele destino. Donne dietro le cui sembianze aleggia molto più che non il comune denominatore del dolore.

E’ forte la percezione che le sofferenze delle tante vittime celebrate siano vissute dall’artista sulla propria pelle, sofferenze delle quali ci rende partecipi presentandoci autoritratti che nella loro diversità sono pur sempre autoritratti.

Di ciò non c’è da meravigliarsi. Non è forse nel farsi pienamente carico del mondo trattato la grandezza di un’artista? E’ una bellezza, quella espressa nelle donne ritratte dalla Baldecchi, capace di veicolare contenuti pesanti la cui rappresentazione poetica è in quelle piccole, bianche piume che, macchiate di sangue, volteggiano leggere nell’aria.

le opereLa frequentazione poi ed una più approfondita conoscenza dell’artista mi hanno dato ampia conferma della sua profonda partecipazione e totale dedizione alla causa delle donne.

Con Rossella Baldecchi ci troviamo di fronte ad una chiara testimonianza di come soltanto l’arte e la vita in stretto rapporto diano oggi i risultati migliori.

Venendo a “Donne Segnate”, mostra che vede insieme 18 opere realizzate con la tecnica dell’incisione, nessun titolo avrebbe potuto essere più indicato per ritratti di donne il cui corpo e la cui anima segnate si mostrano a noi per via del segno, questa volta lasciato con pietà dall’artista sulla lastra di rame.

Vincente inoltre la scelta di accostare le preziose lastre alle relative stampe su carta.

Una scelta che, nel mettere a confronto il bianco e nero dell’immagine stampata con il colore lucente del rame, ci riporta al calore che contraddistingue l’universo femminile rappresentato.

Una superficie delicata quella del rame, soggetta ad alterarsi al prolungato contatto con l’aria ed ancor più quando esposta al tocco delle dita.

Un materiale sensibile che, in simbiosi con le donne in esso riprodotte, chiede rispetto.

Alla scelta dell’artista di accostare all’immagine stampata la matrice, da sempre considerata un prodotto intermedio del processo realizzativo, va una mia finale riflessione.

Considerando che l’incisione nacque in tempi lontani per disporre di più copie della stessa immagine a corredo di testi stampati e che furono poi le stampe ad alimentare un florido mercato dell’arte a costo contenuto mi domando, in un mondo profondamente diverso dove si avverte forte la necessità di distinguere l’arte dal mercato, se non sia opportuno cambiare visione riconoscendo a quella lastra in primis, sulla quale l’artista ha trasferito le proprie tensioni e dato corpo a pensieri ed emozioni, il valore di opera d’arte.

Chiedo scusa ai tanti che non condivideranno questo mio pensiero ma è ciò che sento di esprimere di fronte alla forte suggestione che emanano queste opere su rame.




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